<div class="center"><figure class="article-thumb tnone show-info-icon" style="width: 335px">
<span class="thumbnail-play-icon-container"><svg class="thumbnail-play-icon" viewbox="0 0 180 180" width="100%" height="100%"><g fill="none" fill-rule="evenodd"><g opacity=".9" transform="rotate(90 75 90)"><g fill="#000" filter="url(#a)"><rect id="b" width="150" height="150" rx="75"></rect></g><g fill="#FFF"><rect id="b" width="150" height="150" rx="75"></rect></g></g><path fill="#00D6D6" fill-rule="nonzero" d="M80.87 58.006l34.32 25.523c3.052 2.27 3.722 6.633 1.496 9.746a6.91 6.91 0 0 1-1.497 1.527l-34.32 25.523c-3.053 2.27-7.33 1.586-9.558-1.527A7.07 7.07 0 0 1 70 114.69V63.643c0-3.854 3.063-6.977 6.84-6.977 1.45 0 2.86.47 4.03 1.34z"></path></g></svg></span> <figcaption>
<p class="title">Deleted scenes (without cursor for editing)</p> </figcaption></figure></div>
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Mr. Schue: Vorrei lavare tutto, proprio dopo il concerto
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Finn: Ha senso, non c’è molto altro da fare qui.
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Mr. Schue: Ho messo buona parte delle cose della sala canto nel mio appartamento. Ho pensato che siamo solo io ed Emma e così in caso possiamo organizzarci e riportare tutto indietro. Ho impacchettato quasi tutto, mancano i trofei.
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Finn: Perché deve spostare i trofei? Perché non possono restare nella teca?
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Mr. Schue: Non è più una sala canto, Finn.
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Finn: Ma quei trofei rappresentano tutto ciò per cui abbiamo lavorato così duramente e tutto ciò che abbiamo raggiunto negli ultimi tre anni. Il sangue, le lacrime, il sudore…se li togliamo è come arrendersi!
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Mr. Schue: Non è arrendersi, abbiamo perso.
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Finn: Possiamo smettere di prenderci in giro?
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Mr. Schue: Cosa?
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Finn: Possiamo smettere di prenderci in giro? Lo dica e basta, che vuole darmi un pugno in faccia. So che pensa sia stata colpa mia se abbiamo mandato tutto all’aria, lei non ci avrebbe mai fatto lasciare il palco.
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Mr. Schue: Sai, forse sei tu a volermi dare un pugno in faccia. Io non c’ero! Vi ho abbandonati, ragazzi. Anche io non facevo che rimproverarmi…e poi ho parlato con Emma.
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Will: Avrei dovuto essere lì per loro. È tutta colpa mia.
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Emma: Non puoi dare la colpa a te stesso, in realtà non puoi dare la colpa nessuno. Una ragazza non ha retto la pressione legata ad una cultura ossessionata dall’immagine. Se vuoi dare la colpa a qualcuno, puoi darla a Valerie Bertinelli, ma prima ti ho fatto una brochure speciale.
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Mr. Schue: Capisco che sei deluso, ma ti ho messo a capo del Glee Club, nel bene e nel male, perché sei sempre stata una persona che sa che in ogni perdita c’è una vittoria anche maggiore.
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Finn: Mi dispiace, Mr. Schue, ma sto avendo difficoltà a trovarne una in questo caso.
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Mr. Schue: Questo è perché sei concentrato solo sulla perdita. Ciò che è successo su quel palco è stato 5 minuti del tempo che hai passato a guidare il Club. Che ne dici delle settimane di lavoro e di creatività? Del lavoro di preparazione?
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Finn: Sì, quella parte è stata fantastica.
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Mr. Schue: No, tu sei stato fantastico! Voglio dire, quel numero è stato meraviglioso. Io non ci sarei mai riuscito! Sei tornato a casa perché stavi cercando una direzione, ora l’hai trovata. In quella classe.
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Finn: Cosa sta dicendo?
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Mr.Schue: Che le cose che ci piace fare, di solito sono quelle in cui siamo bravi. E in quanto insegnante dell’anno direi che sono piuttosto qualificato per dirti che tu sei davvero, davvero bravo ad insegnare.
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Finn: Quindi dice che dovrei diventare un insegnante?
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Mr. Schue: Quand’è stata l’ultima volta che ti sei sentito così bene facendo qualcosa? Che hai avuto una direzione così chiara? Che ti è importato così tanto di qualcosa?
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Finn: Pensa davvero che sarei un bravo insegnante?
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Mr. Schue: Un grande insegnante!
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Finn: Ehi, Mr. Schue, non tolga i trofei. Tolga tutto, ma lasci i trofei.
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Marley: Ehi, stai piangendo?
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Kitty: Sono allergica, probabilmente alla mediocrità. È peggiorata quando sei entrata.
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Marley: Sai, va bene starci male per il Glee Club. So che fai la parte di questa terribile stronza, ma ti ho vista mentre ballavi alle Provinciali. Voglio dire, prima che svenissi. Ti piaceva da matti!
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Kitty: C’è qualcosa che non va in te? Ho letto online che pensavano che Ms. Hodge fosse realmente una psicopatica perché nessuno può essere sempre così gentile. Ti ho manipolata mentalmente e ti ho fatto credere che fossi grassa facendoti diventare bulimica. Cosa sarebbe successo se fossi caduta dal palco e ti fossi fatta davvero male? E ora vieni qui, tutta gentile e comprensiva? Non è normale!
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Marley: Beh, credo solo che le persone agiscano per una ragione. E credo che la maggior parte delle persone cattive ha solo paura di qualcosa.
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Kitty: Non ho paura di te.
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Marley: Allora perché buttarmi giù? Solo per divertimento?
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Kitty: Sai che ero la bambina più bella del mondo? Dico sul serio, ho vinto una gara. E la stronza più hot, è questo tutto quello che faccio. E se quel titolo è minacciato, allora proteggo il mio trofeo. Ti sei mai vista allo specchio?
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Marley: Aspetta, tu pensi che io sia carina?
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Kitty: Non avresti dovuto farti male. Voglio dire, guardati allo specchio. Sei tipo una taglia 0, avresti potuto mangiare un cavolo di chipotle prima di salire sul palco.
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Marley: Sono una teenager. Vedo quello che voglio vedere quando mi guardo allo specchio. Ma non farò mai più niente del genere, mai più! Mangerò e ballerò e sarò felice e piena di salute e salirò sulla bilancia solo nello studio del medico. Tu sei molto talentuosa, sai? Essere carina non è la tua unica qualità.
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Kitty: Lo so, è per questo che sono triste per il Glee Club.
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Marley: Dai, abbiamo un’ultima performance. Stavo per andare a lavorare su alcune idee per delle canzoni. Vieni?
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Kitty: No! Che senso avrebbe? Sei l’unica che vuole farlo.
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Marley: Ok…
Kitty: Ma grazie per avermelo chiesto!
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